Manuale di storie dei cinema è un documentario che racconta la storia dei cinema di Torino, ne analizza il presente e avanza ipotesi sulle prospettive future della sala cinematografica. Ibridando il genere documentario con la commedia e arricchendo la narrazione con diverse scene di fiction e con interviste ad alcune delle voci più importanti del cinema e della cultura torinese, il film segue in senso cronologico l’evoluzione dell’esercizio cinematografico cittadino: dalle esperienze di pre-cinema alla fine dell’Ottocento; alle eccellenze di inizio Novecento, come produzioni del muto e cinema di lusso; poi sale d’essai, Museo del Cinema e festival; fino all’attualità e alle ipotesi sulle sale del futuro, nel più ampio contesto nazionale contemporaneo.
Guido Magnone disegna a mano scatole di cartone per la piccola attività dei suoi genitori. Un amico pittore ama la sua pennellata e lo spinge a frequentare le Belle Arti. Supera un concorso esterno, lo vince, fa amicizia con gli scultori César e Féraud, surrealisti, un pugno di bohémien. Ha poi scoperto la montagna ed è diventato rapidamente uno dei migliori alpinisti della sua generazione. Ha fatto conquiste prestigiose come la parete ovest dei Drus nelle Alpi, le prime salite del Fitz Roy in Patagonia con Lionel Terray o del Makalu in Himalaya... Magnone ha anche partecipato alla creazione dell'UCPA e sarà presidente della Groupe de Haute Montagne dal 1961 al 1965. Dal 1977 Guido torna alla sua prima passione: la scultura, per dedicarsi completamente ad essa intorno al 1990. Riprende ad esporre nel 1996. Nel 2002 espone le sue sculture a Parigi, Bourg-la- Reine, Aosta poi a Etroubles nel 2009.